mercoledì 16 maggio 2018

“Storia dell’Arte Europea” di Flaminio Gualdoni



Accademia di Belle Arti di Brera: presentata “Storia dell’Arte Europea” di Flaminio Gualdoni edito da UTET Grandi Opere
Successo dell’incontro sul tema “La civiltà e l’arte. Il senso attuale del patrimonio artistico”

Milano, 15 maggio 2018 - La Sala Napoleonica dell’Accademia di Belle Arti di Brera ha ospitato la presentazione della novità editoriale di UTET Grandi Opere “Storia dell’Arte Europea” di Flaminio Gualdoni in occasione dell’incontro, promosso dalla storica casa editrice, da Cose Belle d’Italia e dall’Accademia di Belle Arti di Brera.
Dopo il saluto introduttivo di Marco Castelluzzo ed Enrico CravettoPresidente e Amministratore delegato e Direttore Editoriale di UTET Grandi Opere, sono intervenuti: James BradburneDirettore della Pinacoteca di BreraMarco Carminatistorico dell’arte e giornalistaLucia BorromeoUfficio Valorizzazione del FAI e Flaminio Gualdonicritico e storico dell’arte.
La Storia dell’Arte Europea nasce nel 2018 per celebrare il primo Anno Europeo del Patrimonio Culturale indetto dall’Unione Europea, che si pone come obiettivo la valorizzazione di tanti elementi materiali e immateriali della nostra cultura. Ci sono le tradizioni, l’artigianato nelle sue varie forme, saperi che riguardano il cibo, i giochi, la arti e tanto altro. Ma non c’è dubbio che il patrimonio culturale europeo si basi soprattutto sulla forma di creatività e di comunicazione più importante dell’uomol’arte visiva.Utilizzata dall’uomo per dare forma non solo alla storia ma anche per raccontare l’inenarrabilel’invisibileil sacroi sentimenti,le idee dei singoli uomini delle comunitàUna grande opera in 4 volumi (1800 pagine complessive di formato cm 24x31) che prosegue la tradizione della casa editrice di produzione di strumenti di alta divulgazione culturale. Insieme alla Storia d’Europa diGiuseppe Galasso e alla Storia della Letteratura Europea di Piero Boitani e Massimo Fusillo compone un ideale tritticosull’identità culturale e civile dell’Europa.
L’opera tratta la storia dell’arte in Europa dalla fine dell’impero romano fino alla perdita della centralità europea nella seconda metà del Novecento. Per noi europei, l’arte racconta in modo privilegiato chi siamo, la nostra storia. E il patrimonio artistico eÌ la nostra vera e comune identitàÌ europea, l’unico linguaggio che, al di laÌ delle differenze, tutti condividiamo e comprendiamo. Per questo la cultura artistica diviene un imprescindibile strumento della coscienza di sé. Soprattutto per i cittadini di domani. La fluidità del racconto è garantita dal fatto che il testo principale è affidato a un unico autore, scelto perché fra i pochi in grado di maneggiare con la stessa profondità l’intero arco della storia dell’arte europea nonché per la capacità di coniugare rigore scientifico e comprensibilità anche da parte di non addetti ai lavori: Flaminio Gualdoni, docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Su temi specifici ci si è avvalsi della collaborazione di 7 autorevoli specialistiFranco Cardini, Antonio Paolucci, Bernard Aikema, Edouard Pommier, Claudio Strinati, Fernando MariÌas Franco e Nathalie Heinich. La ricchezza dell’apparato iconografico costituisce una parte centrale dell’opera.
1200 immagini, in gran parte a piena e doppia pagina, forniscono un’imprescindibile strumento conoscitivo, una vera galleria di capolavori per un percorso fatto di esperienze visive parallelo a quello testuale.

domenica 13 maggio 2018

lo spettacolo teatrale “TEMPO”

lo spettacolo teatrale “TEMPO” – Il tempo è uno spazio in cui la vita scorre…. a cura del GRUPPO DEL LABORATORIO DI TEATRO DELL’ASSOCIAZIONE LA CONTA, organizzato da detta 'Associazione, che ci saràcon ingresso ad offerta libera,  venerdì 18 maggio 2018 alle ore 20,45 alla SALA TEATRALE SANT’ELENA – Via Bezzola 6 a Milano (Zona san Siro)

In particolare IL GRUPPO di cui sopra , costituito dagli/le attori/attrici: Anna Anelli, Rita Bencivenga, Chiara Cassina, Laura Crisafulli, Walter Faustinelli, Rosita Fronte, Erica Luglio, Fulvio Pedrazzini e Silvana Sampietri con la regia di Livia Rosato, presenterà una loro opera scritta durante il laboratorio di teatro che si è svolto da ottobre 2017 a maggio 2018 nel salone della CGIL di Piazza Segesta 4 a Milano. Un’opera prima, con neo attrici-attori, da non perdere!!

LIVIA ROSATO  inizia a studiare Animazione Teatrale a Milano e dal 1980 si occupa di teatro. Studia metodo dell'attore con Renzo Casali (1980/’85), Acrobatica con Edoardo de La Cuadra, Marco Bizzozzero Hector Beacon. Il suo metodo di studio è una sintesi di maestri quali Stanislaskij, Mejerchold, Stasberg e Grotowski.
Vive in Argentina per otto anni lavorando ad un progetto realizzato dalla Comuna Baires.
Ritorna in Italia nel 1994 e inizia a seguire corsi e stage con diversi insegnanti tra cui Rena Mirezka (allieva di Grotowski), Carlos Alsina (sulla pratica del metodo Stanislaski), Roberto Anglisani (sulle tecniche di narrazione), Guy Callan (su "La commedia dell'Arte" e "la narrazione nel teatro africano"), Ian Algie (clown).
Nel 2000 segue il Corso Biennale di Didattica della Musica e dello Strumento presso C. E. M. B. Nel 2014 si iscrive al Corso di Alta Formazione dell’Università Cattolica in Teatro Sociale e di Comunità.
Il metodo d'insegnamento utilizzato è un insieme di più rielaborate nel tempo che vedono nel teatro uno dei mezzi più significativi per una presenza "scenica" psico-fisica:  "il teatro è ciò che si vede, si sente e ti fa pensare".
Livia Rosato insegna teatro nelle scuole, segue progetti di formazione per insegnanti e per adulti e realizza spettacoli/ narrazioni per bambini nonché letture per adulti.
Per Ed. Erga ha pubblicato “Teatro con I Promessi Sposi” (2008) e “Teatro con Oliver Twist” (2015).

venerdì 11 maggio 2018

LA CIVILTA' E L'ARTE






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MEDIOEVO FANTASTICO

Med ok
 
MEDIOEVO FANTASTICO
La “rinascita” delle creature mostruose
 
Con LUCA FRIGERIO
in occasione dell’uscita del nuovo Libro Pocket (Ancora Ed.)
 
Giovedì 10 Maggio 2018, h. 18.15
 
Auditorium San Fedele
Galleria Hoepli, 3A – MILANO
 
Draghi, grifoni, sirene, centauri...
Le chiese romaniche, le cattedrali gotiche, i chiostri monastici
sono pieni di raffigurazioni di animali, autentici bestiari dipinti e scolpiti.
E quelli che maggiormente attirano oggi la nostra attenzione
sono proprio le creature fantastiche o mostruose
che spesso arrivano direttamente dall’antichità, dai miti greci e latini,
ai quali però la tradizione cristiana ha dato nuovo valore e significato.
 
Ingresso 5 euro.
Info tel. 02.86352231

domenica 6 maggio 2018

Che cos’è oggi la diversità? E se Otello fosse Rom?

Teatro Arcobaleno
Via Francesco Redi 1/a (Roma)
dal 10 al 27 maggio 2018
mercoledì- giovedì-venerdì-sabato ore 21.00, domenica ore 17.30
OTELLO
di WILLIAM SHAKESPEARE

da un’idea di Ilaria Testoni
adattamento di Glenda Ray
con Mauro Mandolini e Camillo Marcello Ciorciaro nei ruoli alternati di Otello e Iago, Francesca Dinale, Ilaria Amaldi, Laurence Mazzoni, Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Fabrizio Bordignon, Michela Giamboni
Che cos’è oggi la diversità? E se Otello fosse Rom?
Dal 10 al 27 maggio, al Teatro Arcobaleno di Roma, prodotto dal Cantiere Giovani della Compagnia Mauri Sturno diretta da Glauco Mauri, con la regia di Ilaria Testoni e l’adattamento di Glenda Ray, va in scena un inconsueto Otello,riletto da una coppia di giovani donne attraverso la lente attuale del razzismo e delle differenze sociali, già presenti nel testo originale di William Shakespeare.
E se Otello fosse Rom? Se Otello oggi rappresentasse la “diversità” e l’alterità sociale vittima di inganno?
"Tutto cio' che rifiutiamo e odiamo si impossessa di noi, tutto ciò che amiamo e integriamo ci rende liberi" diceva Bert Hellinger, ciò che è sconosciuto ci fa paura, ciò che è diverso ci atterrisce.
Da sempre, fino ad oggi, le culture diverse si sono scontrate, temute, spesso ripudiate. Razzismo, integrazione, diversità sono temi contemporanei, ma Shakespere col suo Moro di Venezia, Otello, ha raccontato anche la storia del suo tempo, 400 anni fa. 
“Mi sono a lungo interrogata verso quale cultura, oggi, il nostro odio ha puntato il dito” spiega Ia regista Ilaria Testoni “e sono arrivata alla conclusione che Otello non poteva che essere un Rom nella visione contemporanea del testo. Così l'odio di Jago verso Otello, misto alla gelosia per l'incapacità di raggiungere il suo grado e i suoi meriti, diventa un odio feroce verso una cultura incomprensibile, ‘sconosciuta e quindi spaventosa’. E per lasciare una buona contraddizione tipica dell'animo umano, Jago - nell'opera sposato con Emilia - convive con la sua donna che è anche lei Rom. La disprezza, sì, ne abusa, ma la tiene con sé”.
Ad alternarsi nei ruoli di Otello e Iago, come fu per Salvo Randone e Gassman due nomi della Compagnia Mauri Sturno: Mauro Mandolini e Camillo Marcello Ciorciaro.
In scena dal 10 al 27 maggio al Teatro Arcobaleno, l’Otello nelle mani di Ilaria Testoni e Glenda Ray, con un cast di attori giovani e talentuosi -Mauro Mandolini, Camillo Marcello Ciorciaro, Francesca Dinale, Ilaria Amaldi, Laurence Mazzoni/Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Fabrizio Bordignon, Michela Giamboni - diventa l’occasione per confrontarsi con un grande classico senza tempo, in una versione che rispecchia il presente senza tradire l’originale.
Biglietti: intero € 19,00, ridotto € 15,00, Ridotto studenti € 13,00
Info e prenotazioni:
06.4402719 - info@teatroarcobaleno.it
Ufficio Stampa HF4– Marta Volterramarta.volterra@hf4.it340.96.900.12